PERCHE’ VISITARLO SE PUOI VIVERLO?

Vivi Banari

In cerca di un paese cartolina da visitare? E se ti dicessimo che Banari è molto di più…

Ad essere vivo non è solo il rosso delle facciate ❤️ 

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attività commerciali
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eventi l'anno tra ricorrenze tradizionali e iniziative culturali
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Pronto a conoscere Banari?

cominciamo da...

Cosa visitare

Banari (da Banare, Vanari o Fanari, nome sardo risalente al XIII sec. e presumibilmente derivante dal greco fanòs, “piccola lanterna“) è un paese di 500 abitanti situato nella regione storica del Logudoro-Meilogu, rinomato per le sue antiche architetture in trachite rossa (pietra autoctona estratta direttamente in loco). Il motivo del nome non è noto con certezza, ma sembra quasi comunicare qualcosa che ancora oggi appare chiaro a chi conosce la comunità: uno spirito aperto, innovatore e, per l’appunto, portatore di luce, seppur nel suo piccolo.

Il paese ha origini medievali, ma le testimonianze archeologiche raccontano

una presenza umana nell’area già in epoca nuragica. in particolare ne troviamo testimonianze nella valle e nei dintorni della chiesa di Santa Maria di Cea. La storia più recente di Banari è invece legata alla presenza della borghesia dell’epoca giudicale, di cui rimangono tracce nei palazzi storici ancora oggi conservati e visitabili. Tra le famiglie più influenti spiccano i Solinas, il cui nome è legato ad alcuni degli edifici più significativi del paese, come il palazzo Solinas, attuale biblioteca pubblica.

Passeggiando nel centro storico di Banari si scopre una delle sue caratteristiche più distintive: il paese si sviluppa attorno a due nuclei matrice, San Michele e San Lorenzo, entrambi interamente costruiti in trachite rossa (o sambenosa). La parte più consistente del patrimonio edilizio attuale è quello realizzato tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. La tipologia edilizia più diffusa è quella residenziale:piccole abitazioni monofamiliari, talvolta un po’ tozze, spesso disposte su due livelli, un fronte libero che si affaccia sulla strada con Su giannile (la porta d’ingresso) e le finestre, i muri laterali adiacenti alle altre abitazioni e senza sbocco verso l’esterno. Gli stipiti quasi sempre sapientemente scolpiti e lavorati.Sos Palattos, i palazzetti nobiliari, anch’essi distribuiti su due livelli: al piano terra, una stanza centrale che funge da ingresso e corridoio, con il portone principale e i gradini che separano l’abitazione dal piano stradale. Nel vano è generalmente ubicata una scala e l’accesso alle altre camere laterali. Il primo piano si compone dello stesso numero di stanze di quello inferiore.Sos Palattos sono presenti soprattutto nel nucleo di San Lorenzo, abitato da Sos Gaffeagios, la borghesia (che appunto poteva permettersi di consumare su gaffè, il caffè). Mentre, il nucleo di San Michele, adiacente al bosco, era dimora de Sos Groddinos, (da grodde “volpe”) e per questo presenta strutture abitative più contenute e adatte alla classe rurale.Ma quello che realmente rende speciale l’atmosfera del borgo sono gli ornamenti architettonici – opera della ormai perduta maestria degli antichi scalpellini – e le facciate in pietra rossa, che conferiscono al paese un grazia inaspettata e in evidente contrasto con la sua anima rurale.

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Fonte: Banari. Retrattos e memorias di Stefano Flore (2005)

Palazzo Tonca

Antica dimora nobiliare in pietra rossa risalente al 1200, vede nel tempo l’alternarsi di più nuclei familiari fino al 1985, quando diventa dimora dell’artista Giuseppe Carta e, dal 2001, sede della Fondazione Culturale Logudoro Meilogu.

Il palazzo deve il suo nome a una caratteristica specie che abita i cieli e le campagne nei pressi dell’area: Sa Tonca, l’Assiolo, una piccola civetta il cui verso echeggia nelle sere d’estate a Banari.
«Il Palazzo Tonca, appartenuto ai nobili spagnoli, era la zona abitata dalla servitù, una parte povera e semplice, fatta di camere e ambienti dove, grazie alla fresca temperatura, venivano conservate le provviste alimentari. Poco fuori, nel grande patio, trovavano invece posto le mangiatoie degli animali» (T. Oppes).
Un palazzo storico dall’umile splendore che oggi diviene dimora d’arte e cultura. Nell’estate del 2026, dal palazzo ai suoi meravigliosi giardini, riapre al pubblico la Casa d’Arte del maestro Giuseppe Carta. Nato a Banari, è pittore e scultore italiano riconosciuto a livello internazionale. Dalla Sardegna a New York fino alla Cina, le sue opere sono esposte in tutto il mondo e in contesti di grande rilievo, tra cui Arte Fiera di Bologna, Art International di New York, il Grand Palais e l’Espace Branly della Tour Eiffel di Parigi, il Teatro alla Scala di Milano, Expo Milano 2015, Eataly, Brisbane, Sydney e Melbourne, Chengdu e Chongqing, Mougins, il Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli in Toscana e molti altri.

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Visitando Palazzo Tonca, dagli ambienti interni fino ai giardini della Casa d’Arte, si incontrano installazioni, opere e sculture dedicate soprattutto ai frutti della terra, protagonisti della ricerca artistica di Giuseppe Carta, tra cui spicca anche un grande peperoncino monumentale che sbuca dalla terra.

Orari di apertura:

Per maggiori informazioni visita i siti ufficiali: www.cartacreationsdesign.com www.giuseppecarta.net

Social:

Fonti bibliografiche: Le Magie di Palazzo Tonca. Giuseppe Carta. Sul Filo della Memoria di Tonino Oppes; siti web ufficiali dell’artista e della Carta Creations & Design

Palazzo Solinas

Il Palazzo Solinas, oggi di proprietà dell’Amministrazione comunale, è un palazzetto nobiliare risalente al …, restaurato e aperto al pubblico nel …. Dal … ospita la Biblioteca civica, una delle più affascinanti e provviste del Meilogu.

In origine il palazzo apparteneva all’omonima famiglia, i Solinas, famiglia autoctona nobilitata nel 1717. Il loro stemma araldico raffigura cinque alberi verdeggianti su una collina montuosa, con il sole che si nasconde tra le nubi.

A Banari, come in altri centri della zona, tra il XII e il XIII secolo si consolidò una classe di proprietari terrieri che aspirava all’acquisizione del titolo nobiliare, un riconoscimento capace di sancire la propria ascesa sociale. Erano famiglie in parte radicate da tempo nel territorio e legate alla nobiltà dell’antico giudicato, in parte di più recente insediamento. Tra queste, i Solinas rappresentarono una delle famiglie più ricche e influenti di Banari, protagoniste della vita del paese fino al XIX secolo.

Grandi allevatori di mandrie semiselvagge del Meilogu, i Solinas possedevano numerosi beni tra bestiame, coltivazioni e terreni nei territori di Sassari, Alghero, Bessude e Siligo. A Banari contavano quattordici case terrene e due padronali, una delle quali era proprio il Palazzo Solinas, dotato persino di una promenade e di una cappella privata.

Ancora oggi la Biblioteca è collegata a Sa Caminera, “la Passeggiata”, conosciuta anche come Passeggiata delle Dame. Era qui che le nobildonne potevano concedersi momenti di passeggio e svago tra i muri in pietra rossa, gli ulivi e i panorami, lontane dagli occhi lontane dagli occhi indiscreti del popolo.

Il percorso conduce infine ai resti della cappella gentilizia, consacrata a Sant’Antonio da Padova: un’ultima traccia di quella vita nobiliare che un tempo si svolgeva tra le stanze del palazzo e il paesaggio circostante.

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Fonti: In Sos Logos de Angioy, www.insoslogosdeangioy.it (26/08/2026); Banari. Retrattos e memorias di Stefano Flore (2005) 

Sa Caminera

Uno dei punti panoramici più belli e assolutamente da non perdere a Banari, soprattutto all’ora del tramonto. Sa Caminera, conosciuta anche come Passeggiata o Corridoio delle Dame, è un’antica passeggiata panoramica legata alla storia del Palazzo Solinas. Qui le nobildonne potevano concedersi momenti di svago e passeggio, protette dagli occhi indiscreti di chi lavorava nei campi.

Il primo tratto del percorso è costeggiato da piccole casette e caratteristici muri in pietra rossa, che si aprono poi sul paesaggio circostante. Da un lato l’uliveto, dall’altro la macchia mediterranea, mentre davanti si apre la valle, particolarmente suggestiva quando il sole tramonta.

Lungo il percorso si incontra anche un piccolo anfiteatro, dove è possibile fermarsi ad ammirare il panorama e che, soprattutto durante l’estate, ospita festival e appuntamenti culturali, spesso dedicati alla musica. Tra questi, una delle tappe del rinomato Time in Jazz e il Banari Sound Splash, dedicato alla musica reggae.

La passeggiata termina presso i resti di una cappella gentilizia privata, consacrata a Sant’Antonio da Padova, della quale oggi rimangono l’ingresso e parte delle mura esterne. Sa Caminera, un tempo spazio di svago della nobiltà locale e oggi aperta al pubblico, conserva il suo legame con il Palazzo Solinas, l’attuale Biblioteca comunale, a cui era direttamente collegata

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Chiesa San Lorenzo

Edificata nel XIII secolo, la Chiesa di San Lorenzo rappresenta l’edificio ecclesiastico più importante di Banari. La devozione per il santo patrono, unita a un forte senso di orgoglio e appartenenza, emerge con tutto il suo fascino durante le tradizionali celebrazioni del 9, 10 e 11 agosto, quando il paese si riunisce per una delle ricorrenze più attese e amate del circondario.

Il fuoco è il simbolo che accompagna la festa e richiama il martirio di San Lorenzo, che secondo la tradizione venne arso vivo sulla graticola. Per questo, gli spettacoli pirotecnici sono da sempre uno dei momenti più caratteristici della celebrazione: dalla questua alla processione, accompagnata dagli abiti tradizionali e dai cavalieri, ogni momento della festa è scandito da batterie e fuochi d’artificio.

Per la sua unicità, la Festa di San Lorenzo è stata più volte raccontata nelle cronache locali fin dai primi anni del Novecento, epoca in cui Banari vantava una casa polveriera e uno degli artificieri più richiesti del Nord-Ovest della Sardegna. I suoi fuochi sono così diventati una vera istituzione per il paese e per il territorio circostante e, nonostante oggi gli spettacoli pirotecnici siano una consuetudine in molti luoghi, quello di San Lorenzo conserva tuttora un’attrattiva particolare.

In un’occasione così importante, anche la chiesa si veste a festa: il 9, 10 e 11 agosto centinaia di lampadine colorate illuminano la via principale, il campanile e l’iconica facciata in pietra rossa dell’edificio, sulla quale brilla a grandi lettere la sigla SLM.

Volgendo lo sguardo all’interno, la memoria della comunità conserva il ricordo di una chiesa riccamente affrescata e dotata di un altare ligneo interamente dipinto e decorato in oro, che nel … venne smantellato dall’allora parroco, don Camboni, e sostituito con l’attuale altare in marmo. Anche gli antichi affreschi andarono incontro a un triste epilogo: furono completamente rimossi e le pareti intonacate. All’interno è ancora visibile un tentativo, purtroppo non riuscito, di recuperarne le tracce.

La facciata esterna in trachite, rifatta in forme neoclassiche nel …, rimane oggi l’elemento più caratteristico. Sul lato destro è possibile ammirare un affresco consumato dal tempo e dalle intemperie. A una prima occhiata potrebbe sembrare antico, ma in realtà risale a un’epoca molto più recente: quella di Banari Arte, il festival che negli anni ’90 portò nel borgo artisti nazionali e internazionali, lasciando un segno ancora visibile tra le sue vie. Dipinti, affreschi, sculture in trachite rossa e piccoli interventi artistici incastonati nelle facciate si incontrano ancora oggi lungo le strade del centro storico, soprattutto lungo quelle che conducono alla chiesa e a Sa Caminera.

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Chiesa San Michele

Edificata nel XII secolo, consacrata al culto cattolico e facente parte della parrocchia di San Lorenzo (arcidiocesi di Sassari), la Chiesa di San Michele è forse l’edificio più antico di Banari e cuore di uno dei due nuclei storici che hanno dato origine al paese. La chiesetta, nata romanica e rimaneggiata nel tempo, colpisce immediatamente per la splendida facciata in trachite rossa e per il caratteristico campanile a vela laterale, risultando oggi uno degli scorci più suggestivi che si possono ammirare passeggiando per Banari. 

I festeggiamenti in onore del santo, protettore degli autisti, si svolgono il 28 settembre e chiudono l’estate banarese. Tale ricorrenza, per quanto ancora sentita, ha subito un leggero ridimensionamento negli anni. Così, Se in passato il programma era ricco di giochi della tradizione popolare — come la corsa coi sacchi e il palio degli asinelli —, oggi si concentra sui momenti più essenziali della celebrazione: la processione con benedizione delle auto, le cene conviviali e i balli per tutto il paese.

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Oratorio Santa Croce

L’oratorio di Santa Croce è stato edificato tra la fine del XVI e i primi del XVII secolo, come confermano gli atti della visita pastorale dell’arcivescovo di Sassari Juan Morillo y Velarde del 12 marzo 1688. Il tratto più celebre della struttura è la sua facciata, ricostruita nei primi anni del Novecento utilizzando la tipica trachite rossa locale.

Nato come luogo di riunione esclusivo per la Confraternita di Santa Croce di Banari, questo spazio vedeva i confratelli — laici devoti — impegnati nell’assistenza ai poveri del paese, nella preghiera e nel suffragio per i defunti. L’oratorio è stato a lungo il cuore pulsante per la conservazione dei simulacri e la preparazione dei sentiti riti pasquali sardi, una tradizione che vive ancora oggi con la benedizione e la conservazione dei rami d’ulivo all’interno dell’edificio in occasione della Domenica delle Palme.

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Chiesa romanica Santa Maria di Cea

L’oratorio di Santa Croce è stato edificato tra la fine del XVI e i primi del XVII secolo, come confermano gli atti della visita pastorale dell’arcivescovo di Sassari Juan Morillo y Velarde del 12 marzo 1688. Il tratto più celebre della struttura è la sua facciata, ricostruita nei primi anni del Novecento utilizzando la tipica trachite rossa locale.

Nato come luogo di riunione esclusivo per la Confraternita di Santa Croce di Banari, questo spazio vedeva i confratelli — laici devoti — impegnati nell’assistenza ai poveri del paese, nella preghiera e nel suffragio per i defunti. L’oratorio è stato a lungo il cuore pulsante per la conservazione dei simulacri e la preparazione dei sentiti riti pasquali sardi, una tradizione che vive ancora oggi con la benedizione e la conservazione dei rami d’ulivo all’interno dell’edificio in occasione della Domenica delle Palme.

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Funtana 'e Supra

Il centro storico di Banari si compone di due nuclei matrice, San Michele e San Lorenzo, ognuno costituito da propri luoghi dell’abitare, come le fontane e i lavoatoi. La “Fontana di Sù” è l’antico lavatoio appartenete al nucleo storico di San Michele, anticamente utilizzata per lavare i panni e, ancora oggi, per qualche capo o tappeto particolare che necessita il lavaggio a mano. L’acqua della fonte è potabile e molto utilizzata dai cittadini, che qui si recano a bere e riempire le bottiglie da portare a casa. colpisce immediatamente per la splendida facciata in trachite rossa e per il caratteristico campanile a vela laterale, risultando oggi uno degli scorci più suggestivi che si possono ammirare passeggiando per Banari. 

Funtana 'e Josso

Come già menzionato, il centro storico di Banari si compone di due nuclei matrice, San Michele e San Lorenzo. La “Fontana di Giù” è l’antico lavatoio appartenente al nucleo storico di San Lorenzo e si presenta composta da una fonte per il prelievo dell’acqua direttamente collegata ad una grande vasca in pietra a forma di ferro di cavallo. In epoca più recente la vasca è stata dotata di copertura e divisori in cemento, nati per creare diverse “postazioni di lavaggio” autonome.

A oggi l’acqua di questa fonte non è più potabile e le vasche per il lavaggio sono andate in disuso.

Pinnettas

Le pinnettas sono piccole costruzioni rurali legate alla tradizione pastorale sarda. Solitamente hanno una pianta circolare e una caratteristica copertura a forma di cono: alcune sono realizzate interamente in pietra, con le rocce disposte a strati senza l’uso di leganti, mentre altre presentano una base in muratura sormontata da una copertura più leggera, realizzata con frasche o canne. Il loro aspetto ricorda quello di antiche capanne nuragiche, ma in realtà si tratta di strutture di epoca molto più recente. Fino al secolo scorso rappresentavano un prezioso punto d’appoggio per i pastori che si trovavano a lavorare in zone isolate o difficili da raggiungere e che, per questo, non potevano rientrare in paese durante la giornata. Venivano utilizzate come riparo durante le notti al pascolo passate a vegliare sulle greggi, ma anche per conservare le provviste e custodire materiali e strumenti necessari alla coltivazione della terra e alla gestione del bestiame.

A Banari è possibile trovarne diverse visitando le campagne. Puoi visitarne due in particolare: una visibile dalla strada e all’interno di un terreno privato non accessibile, un’altra in cima al Monte Pala ‘e Idda, di cui puoi scoprire il sentiero qui.

Natura e sentieri

Boschi e vallate

Attorno a Banari, cascate, colline, boschi e vallate si tingono di un colore diverso in ogni stagione, creando un mosaico di panorami tutti da esplorare. A partire dal paese, una rete di sentieri naturali – adatti a tutte le età e a differenti attività sportive – rivela una magia inaspettata durante i diversi periodi dell’anno.
A monte del paese si estende la rigogliosa area boschiva di Pala ‘e Idda, a valle l’oasi naturalistica de S’Adde Manna, con le sue cascate e foreste di lecci, pini, castagni e ginestre. Le due si esprimono in tutta la loro bellezza descrivendo piacevoli percorsi da percorrere a piedi o in bicicletta. E ancora, pinnettas, nuraghi, domus de janas… decine sono le testimonianze del mondo antico che potrai scovare tra pascoli e carciofeti, fino a raggiungere la graziosa chiesetta campestre di Santa Maria di Cea.  A sorvegliare la valle, sulla sommità delle cascate, i resti di un piccolo e antico nuraghe costituiscono uno delle mete panoramiche più suggestive da raggiungere e dalla quale perdersi con lo sguardo sull’orizzonte…

Perché conoscere Banari significa anche questo: esplorare un ambiente che non chiede soltanto di essere ammirato, ma di essere percorso, scoperto e vissuto in ogni stagione. La primavera, con le fioriture selvatiche, vibra di colore e vivacità. L’autunno avvolge i boschi di tonalità calde. L’inverno e le sue piogge danno vita a meravigliose cascate che discendono i versanti raggiungendo la loro massima portata tra gennaio e febbraio. L’arsura estiva ci porta via questo dono e, in cambio, infonde d’oro i pascoli.

E’ in questa splendida cornice che, oltre a godere dei sentieri adatti per l’outdoor, potrai usufruire delle aree pic-nic e dell’opportunità di avvistare e fotografare particolari specie selvatiche, come la maestosa aquila reale che nidifica in questo territorio.

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Parco S'Adde Manna

Parco S'Adde Manna

Splendida area sosta immersa nella natura, attrezzata con parcheggio, tettoia, tavoli con panche e barbecue. Da qui parte magico sentiero per le Cascate di Banari, assenti durante la stagione secca ma bellissime da visitare tra la fine dell'autunno e la primavera - ricca di fioriture selvatiche. L'accesso all'area pic-nic è libero, ma si raccomanda di mantenere sempre un comportamento rispettoso verso gli altri e l'ambiente circostante. 

Santa Maria di Cea

Santa Maria di Cea

Un’incantevole area verde adiacente alla chiesa romanica di Santa Maria di Cea, sito di rilevante importanza storica e in passato Porta Santa. All'interno del cancello, nei pressi dell'antico romitorio, si trova una piccola area picnic attrezzata con tavoli e panche in legno, oltre che un piazzale con tavolo di pietra, da utilizzare sempre nel pieno rispetto dell'ambiente.

Binza de Intro

Binza de Intro

Splendida area panoramica affacciata sulla valle, inserita in un incantevole circuito naturalistico ad anello che riporta direttamente in paese. Un luogo perfetto per una pausa rigenerante, anche se sconsigliato nelle giornate particolarmente ventose - a meno che non amiate far volare gli aquiloni!

Cascate S'Adde Manna e Nuraghe Santu Ortolu

Cascate S'Adde Manna e Nuraghe Santu Ortolu

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Bosco Pala 'e Idda e i sentieri del Pelao

Bosco Pala 'e Idda e i sentieri del Pelao

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Sentiero Binza de Intro

Sentiero Binza de Intro

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Sentiero de su camminu cuzzu

Sentiero de su camminu cuzzu

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Sa Rocca de Cunzadu e il nido delle Aquile

Un’imponente roccia dal caratteristico colore sabbioso si staglia lungo la strada curvilinea che conduce alla Chiesa Romanica di Santa Maria di Cea. È Sa Rocca de Cunzadu, un luogo diventato particolarmente importante a partire dal …, anno in cui per la prima volta una coppia di aquile reali, più precisamente Aquila chrysaetos, ha individuato in questo luogo l’habitat ideale, scegliendo la parete rocciosa per mettere su nido. Un episodio raro e straordinario che ha contribuito a cambiare il modo di guardare e vivere questo territorio.
Viene quindi istituita una ZPS, Zona di Protezione Speciale, uno strumento dedicato alla tutela della biodiversità che trova origine nella cosiddetta “Direttiva Uccelli” europea del 1979 e che contribuisce a preservare gli equilibri naturali, conciliandoli con le attività di chi ancora oggi lavora le campagne.
Nell’area proprio sottostante la roccia, una piccola piazzola di sosta permette agli appassionati di birdwatching di fermarsi e organizzarsi per un appostamento, nella speranza di immortalare il magnifico volo dell’aquila. Le maggiori possibilità di avvistamento si concentrano in primavera, durante il periodo della deposizione, la cui cova durerà circa 45 giorni. Giorno di chisura: Mercoledì
Aperto tutti gli altri giorni a pranzo e a cena

Dove mangiare

Sa Casara

Nato all’interno dell’antico caseificio cooperativo degli anni ’30, e oggi interamente restaurato, Sa Casara conserva ancora oggi il fascino della sua storia, tra ambienti in trachite rossa e richiami alla tradizione di Banari. Il ristorante propone una cucina tipica sarda, accompagnata dalla pizza cotta nel forno a legna, in un’atmosfera semplice e molto accogliente. All’esterno, un ampio spazio si affaccia sulla valle regalando un panorama spettacolare. Il momento ideale? Una cena al tramonto, quando il paesaggio si tinge di luce e la vista diventa parte dell’esperienza.
 Giorno di chisura: Mercoledì
Aperto tutti gli altri giorni a pranzo e a cena

Dove dormire

S'Asilo: Boutique B&B e Casa d'Arte

“Ogni angolo del palazzo S’Asilo presenta qualche complemento d’arredo che cattura l’attenzione e richiederebbe un racconto. Tra opere d’arte e libri, è difficile resistere alla tentazione di sfiorare ogni cosa. Interamente restaurata e costruita in trachite rossa e legno, la casa ha diverse aree comuni a disposizione degli ospiti, tra cui un ampio salone con volte a crociera e stanze arredate con cura e dotate dei più svariati servizi: ampie, luminose e confortevoli, prevedono tutte il bagno privato. Ognuna si distingue per un colore e richiama, negli arredi, il sapore antico della tradizione artigianale locale.
Al risveglio attende gli ospiti una ricca colazione dolce e salata, preparata con prodotti locali e artigianali selezionati. Nel giardino fiorito, tra mini-piscina e vista sulla vallata, si possono assaporare i profumi di questa terra e iniziare la giornata con l’energia giusta per esplorare il territorio.”
Scopri di più su www.bbsasilo.it

Esperienze

B&B S'Asilo

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Accoglienza e servizi

Ruja Rural Coworking

"Ruja è uno spazio creativo rurale dove si può lavorare, incontrarsi, creare — ma anche condividere momenti, esperienze e buon cibo. Questo coworking non è solo un luogo ma un progetto di vita, di rigenerazione urbana, sociale e territoriale, ospitato in un palazzo storico restaurato. Il servizio di affitto postazioni di lavoro è flessibile, pensato sia per nomadi digitali che per lavoratori da remoto locali - anche per chi passa di qui solo per qualche giorno di lavoro immerso nella quiete. Ma Ruja non è solo una postazione di lavoro: organizziamo piccoli eventi e appuntamenti culturali, workshop, laboratori creativi e momenti conviviali da condividere con tutta la comunità."

Per saperne di più www.ruja.it

Percorso fitness

Percorso fitness

Area verde riqualificata con attrezzature in legno per l'esercizio fisico a corpo libero (trazioni, stretching, equilibrio, ecc.)

📍Via Laconi

Parco giochi per i più piccoli

Parco giochi per i più piccoli

Parco alberato dotato di giochi per i più piccoli e con bar adiacente, perfetto per rilassarsi mentre si guarda i bimbi giocare, per condividere un gelato o usufruire dei servizi igienici.

📍 Via Vittorio Emanuele

Sa Caminera

Sa Caminera

Viale panoramico di interesse storico, pianeggiante, di facile accesso e adiacente al paese.  Perfetto per il jogging, lo yoga e altre attività fisico-medidative. Puoi approfondire la storia qui.

📍 Via Marongiu

Campo da calcio

Campo da calcio

Immancabile come in ogni paese italiano, questa è l'area di presidio della U.S. Banari, la seguitissima squadra dilettantistica dallo stemma giallo rosso!

📍Via Vittorio Emanule

Campetti sportivi

Campetti sportivi

In attesa di ristrutturazione, saranno a breve accessibili e composti da...

📍Via Laconi

Bar Meilogu

Bar Meilogu

Situato nel cuore de Sas Bovedas, antica piazza del paese oggi nota come Piazza Solinas, è il luogo perfetto per rilassarsi e godersi il centro storico.

Qui trovi: alcolici e analcolici, caffetteria, croissant dolci, tramezzini e panini, pizzette, snack vari, gelati e tanto altro...

Giorni di chiusura: Lunedì

Bar Su Tzilleri

Bar Su Tzilleri

Immerso in una splendida area alberata con annesso Parco giochi per bambini, è la location perfetta per chi ama trascorrere del tempo all'aria aperta, anche senza allontanarsi dal paese.

Qui trovi: Alcolici e analcolici, caffetteria, croissant dolci, tramezzini e panini, snack vari, gelati e tanto altro...

Giorni di chiusura: Mercoledì

I sapori del Borgo

I sapori del Borgo

Il negozio di alimentari del paese, sempre fornito e con prodotti di alta qualità. Oltre a tutto ciò che serve per la spesa, qui puoi trovare anche un'ampia scelta di prodotti gastronomici locali, tra cui affettati e formaggi nostrani selezionati.

Orari di apertura

Caseificio San Michele

Caseificio San Michele

Piccolo caseificio artigianale specializzato nella lavorazione del latte vaccino, dove si producono formaggi freschi nei formati tipici della tradizione: ricotta, formaggi a pasta filata e perette. Vorresti assaggiarne una? Le trovi al negozio I Sapori del Borgo.

Panificio Sanna

Panificio Sanna

Da più di 100 anni sforna il pane per tutto il paese e rifornisce diverse località del Nord-Ovest della Sardegna. Qui puoi trovare pane fresco ogni giorno, tranne la domenica, e gustare tante specialità della tradizione banarese, come Su Fresinu, S'Ammodigadu e le bellissime e decorate paste dure.

Giorno di chiusura: Domeninca

S'Istancu: tabaccheria, edicola articoli da regalo

S'Istancu: tabaccheria, edicola articoli da regalo

A S'Istancu trovi tutto quello che serve: tabacchi, giornali, riviste e editoriali, prodotti per l'igiene personale e la casa, snack, cancelleria e tanto altro...

Orari di apertura

Lunedì-Sabato: 8:00 - 13 | 16:30 - 19:30

Domenica: 8:00 - 13

Poste Italiane e ATM

Poste Italiane e ATM

Si tratta di un piccolo ufficio con orari di apertura ridotti rispetto al solito delle città. Lo sportello ATM rimane invece sempre attivo. Sportello aperto non idoneo ai versamenti.

Orari di apertura poste

Colonnine elettriche auto

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Eventi e festival

Una comunità per natura aperta, accogliente e – soprattutto -festaiola! Tra la primavera e l’autunno, scopri un calendario ricco di appuntamenti culturali, eventi e ricorrenze. Perchè a Banari non si perde mai l’occasione per stare in compagnia.

cosa visitare 

A pochi minuti d'auto da Banari

Benvenuti nella Valle dei Nuraghi

Reggia Nuragica Santu Antine

Il Nuraghe più grande e maestoso conservatosi in Sardegna, simbolo della grandezza di una delle civiltà più importanti nel Mediterraneo del Mondo Antico (XV sec. A.C.)

Sailko, CC BY 3.0 , via Wikimedia Commons

Basilica di San Pietro di Sorres

Chiesa romanica di rilevante importanza stoica per la Sardegna con annesso monastero benedettino, unico nell'isola con un progetto di Birre d'Abbazia

Necropoli di Sant'Andrea Priu

tra le Domus de Janas più belle della regione: monumentali sepolture di epoca prenuragica interamente scavate nella roccia e, in questo raro caso, affrescate all'interno.

Come raggiungerci

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Nel cuore dell’Isola, ma in perfetta posizione strategica. Scopri le…

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